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INNOVAZIONE – FARE RETE – FARE RETE – FARE RETE UNA TAVOLA ROTONDA ORGANIZZATA DA ISMEA

INNOVAZIONE – FARE RETE – FARE RETE – FARE RETE UNA TAVOLA ROTONDA ORGANIZZATA DA ISMEA

Nelle mie espressioni cerco sempre di non espandermi in complimenti che non siano riflesso di ciò che realmente vale, ma in questa occasione ogni aggettivo positivo può essere utilizzato.

Ismea con la sua InnovaInAzione, al fianco dei Georgofili e Rete Rurale Nazionale hanno organizzato una tavola rotonda davvero interessante.

Un valore che non emerge solo dalla qualità dei partecipanti:

Gualtiero Bittini – MIPAAF

Margherita Federico – Rete Rurale Nazionale - anima, organizzatrice e regista dell’evento (brava)

Simone Orlandini – Georgofili – l’artefice della nostra convenzione con l’Università di Firenze

Ugo Testa -  Regione Marche

Fausta Fabbri  - Regione Toscana

Giorgio Trentin - Regione Veneto

Matteo Ansanelli - CIA

Francesco Maria Ciancaleoni – Coldiretti

Elisabetta Tufarelli – Confagricoltura

Etos Gualandi – Alleanza Cooperative Agroalimentari

Andrea Bacchetti ricercatore dell’università di Brescia

Carmela Pecora – CONAF e il presidente degli Agrotecnici

Unitamente a tre testimonianze presentate dai protagonisti che le vivono: Tommaso La Malfa, Mattia Ridolfi e Gabriele Bafaro,

ma da quelle premesse che per la nostra categoria sono uno dei punti essenziali per riformare e modernizzare la nostra agricoltura.

Da presidente che porta con sé l’orgoglio di rappresentare una categoria che ha scritto non una delle pagine, ma “la” pagina più importante e significativa della storia agroalimentare dell’Italia.

Più di mezzo milione di diplomati e laureati triennali, forti di una storia bi-centenaria, che rappresentano l’ossatura del nostro aver cura dell’ambiente e del produrre qualità di vita, che con mansioni articolate come imprenditori agricoli, tecnici, professionisti, insegnanti, ricercatori, sperimentatori, divulgatori, pubblici funzionari che vivono la quotidianità per garantire il processo evolutivo del Made in Italy, sono un riferimento per chiunque voglia avvicinarsi ed approcciarsi ai temi dell’innovazione.

Ma cosa c’entra un Collegio, come il nostro, con i processi di Innovazione

La risposta emerge proprio da quel radicamento sociale, culturale e professionale prima elencato.

L’innovazione è certamente frutto della ricerca sia pubblica che privata, senza escludere le intuizioni che nascono sul campo. L’Innovazione è, pertanto, frutto dell’aspirazione, della passione di intelligenze che non si acquietano nel quotidiano, ma che guardano sempre ad un nuovo orizzonte.

Ma spesso accade che brevetti, progetti innovativi straordinari rimangano circoscritti e marginalizzati nell’ambito di chi li ha studiati e realizzati. Ovvero, succede frequentemente che più soggetti affrontino percorsi di ricerca o di sperimentazione ripetitivi o simili.

L’intuizione di Ismea, che ancor fatica a trovare piena applicazione nel nostro Paese, è stata mettere in rete tutta la ricerca agroalimentare (in studio o applicata). Se riuscissimo a trasferirla a quei soggetti che potrebbero accompagnare un vero programma di sperimentazione perché muniti di strutture, strumentazioni, organizzazione e “patrimonio umano” … gli studenti, avremmo raggiunto un grande traguardo. Stiamo pensando alle 120 aziende agricole degli Istituti Tecnici Agrari. E da quella rete con strumenti quali InnovaInAzione e i Georgofili (questa intuizione l’hanno avuto tre secoli fa), supportati da tutto ciò che è rappresentanza professionale, tecnica e delle imprese, trasferire i risultati della ricerca e della sperimentazione tempestivamente e costantemente agli imprenditori agricoli e dell’indotto.

Il messaggio che insistentemente, quasi pedantemente cerchiamo di trasmettere è che questo Paese per accelerare i processi innovativi e di sviluppo abbia bisogno di una visione, di un modello più moderno e lungimirante, di un progetto che vada oltre il nostro respiro.

E se il Governo e il Parlamento decidessero che la “cabina di Regia” della Ricerca e della Sperimentazione agroalimentare dell’Italia fosse assegnata ad ISMEA avremmo certamente raggiunto un grande obiettivo. Forse la politica, anche quella Agricola, ha bisogno di uomini e donne che non affrontino solo l’emergenza pandemica (gravissima) ma che volgano lo sguardo ad un Italia meglio attrezzata per correre sui binari della ripartenza e dello sviluppo. Se riparte l’Agricoltura riparte l’Italia.

Dimenticavo il Dott. Ivano Valmori direttore di AgroNotizie che per tre ore ha diretto le riflessioni e gli interventi come un’orchestra con particolare eleganza e … competenza.

 

 

                                                                                                              Il Presidente

                                                                                                          Per Agr Braga Mario

 

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