Restauro all’ottocentesco “Giardino romantico”
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Agli inizi del Seicento il viceré conte di Lemos avviò il progetto di costruzione del Palazzo Reale di Napoli, edificio realizzato dall’architetto Domenico Fontana a ridosso del primitivo palazzo vicereale. Dopo l’incendio del 1837, l’ultima veste del complesso monumentale fu affidata all’intervento di Gaetano Genovese, incaricato dai Borbone.
In questo contesto venne progettato e realizzato un ulteriore giardino romantico. L’impianto a verde si organizza attorno a un ampio percorso assiale in corrispondenza dell’ingresso della Biblioteca Nazionale, mentre internamente si sviluppa attraverso aiuole e viali dal tracciato sinuoso. Il giardino ospita generi e specie di piante sia alloctone che autoctone, alcune di grande rilievo storico e botanico, quali Ficus magnolioides (oggi Ficus macrophylla), Cinnamomum camphora, Pinus canariensis, Pinus pinea e Pinus halepensis. Il genere predominante è tuttavia il Quercus ilex (cfr. Il Palazzo Reale di Napoli, ed. Pierro, 1996).
Chiuso da oltre un anno, il Giardino romantico – uno tra i più bei giardini di Napoli e tra i pochi ancora esistenti – è stato riaperto al pubblico nel novembre 2025, con largo anticipo rispetto alla data prevista, grazie a un importante intervento di restyling che ha visto i Periti Agrari quali protagonisti principali delle operazioni.
Sotto l’attenta direzione dei lavori dell’architetto paesaggista Marco Ferrari, il complesso sta progressivamente recuperando la leggibilità del disegno originario e i valori della sua composizione ottocentesca, mettendo in luce testimonianze storiche e gli aspetti tecnici, scientifici e botanici del giardino della Reggia.
L’iniziativa “Aspettando Primavera”, resa possibile grazie a un progetto di recupero finanziato dal MIC e finalizzato alla valorizzazione degli spazi verdi monumentali, ha rappresentato un’importante occasione per ammirare lo stato dell’arte del Giardino romantico.
Il Perito Agrario Domenico Cascone, esperto arboricoltore (iscritto al Collegio dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati di Napoli), insieme ai suoi collaboratori, ha eseguito – tra gli altri – un intervento tecnico con metodo SPADE (tecnica di scavo non invasiva) per la decompattazione del terreno su due esemplari di Ficus macrophylla (già Ficus magnolioides), al fine di migliorare e ripristinare l’aerazione del suolo e l’assorbimento radicale degli elementi nutritivi.
La rinascita del Giardino romantico è stata possibile soprattutto grazie a una precedente e approfondita attività di studio, ricerca e indagine, volta ad arricchire il patrimonio verde e a recuperare, per quanto possibile, forme, aiuole e componenti botaniche coerenti con le scelte progettuali originarie di Gaetano Genovese.
I lavori hanno interessato gli esemplari arborei esistenti mediante operazioni agronomiche mirate: potature finalizzate al riequilibrio del portamento e delle dimensioni, nonché alcuni abbattimenti resisi necessari per la messa in sicurezza del contesto e per arginare il propagarsi di attacchi fitopatologici.
In più occasioni i Periti Agrari di Napoli sono stati protagonisti e interlocutori privilegiati negli interventi di restauro, recupero e risanamento del patrimonio arboreo della città, in particolare su esemplari di pregio e di elevato valore paesaggistico. Il loro contributo si è espresso non solo attraverso interventi diretti, con assistenza tecnica e supporto alle ditte esecutrici nella manutenzione del verde pubblico, ma anche mediante consulenze specialistiche, spesso in situazioni emergenziali, quali verifiche di stabilità, accertamenti fitosanitari e potature di riforma.
Tra le attività più significative si ricordano:
- il Chiostro di Santa Chiara (indagini di stabilità su Pinus pinea e gestione delle alberature all’interno del chiostro maiolicato);
- consulenze in fase emergenziale;
- attività seminariali quali “L’architettura degli alberi: dalla conoscenza alla gestione” (Santa Chiara);
- “Alberi e monumenti: interferenze e manutenzione” (Casina Pompeiana), e altre iniziative analoghe.
A cura del Dott. Per. Agr. Biagio Scognamiglio
Presidente del Collegio dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati di Napoli
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