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NUOVA ECOLOGIA – NUOVO MONDO

In questi giorni a Padova si è celebrando ECOFUTURO Festival 2021 (13-17 luglio).

Nato da un’idea di Jacopo Fò è giunto alla sua ottava edizione. Forzatamente in forma ibrida, si sa il Covid 19 non è ecologista, ha avuto come tema centrale “Un pianeta rinnovabile”.

In questo periodo tutti parlano di ecologia, di sostenibilità, di economia sostenibile. Tutti vanno alla ricerca di una nuova economia che ri-coniughi la vita, le attività dell’uomo e il pianeta. Forse sospinti dall’aver constatato che l’agricoltura, il cibo, l’ambiente sono elementi fondamentali per una vita di qualità, e spaventati dalle frequenti calamità naturali causate dal cambiamento climatico, “tutti” rivolgono il loro sguardo verso quegli orizzonti che fino a pochi mesi prima erano considerati marginali. Ritornano a volgere lo sguardo a quei luoghi rurali che andavano spopolandosi con un inarrestabile e storico esodo verso le città.

Ma se oggi un’idea ecologista convintamente o forzatamente si sta affermando anche nei meandri più resistenti della società, a Jacopo Fò, figlio dell’indimenticabile giullare di Dio, il premio Nobel Dario Fò) e di Franca Rame, va riconosciuto il merito di aver aperto la “pista”, con alcuni convinti sostenitori (Roggiolani, Dotti ed altri esploratori ecologisti) di un progetto di vita ecologista.

Un progetto che in questa ottava edizione del Festival si è innervato fra Forum, Workshop, Webinar a cui hanno partecipato docenti, ricercatori, imprese, start up innovative, semplici cittadini, istituzioni e i professionisti.

Certo quando affronti temi complessi, che non possono essere affrontati con la sola scopa in mano, alcuni rischi che qualche contraddizione emerga è scontato. Anche le migliori tecnologie e le migliori tecniche disponibili presentano alcune, criticità e contraddizioni ma, come ha più volte sottolineato, con qualche spiritosa battuta Jacopo Fò, si superano se la filosofia e la pratica delle politiche ecologiche si costruiscono dentro un contesto di cooperazione. Noi affermiamo dentro un contesto di comunità.

Comunità che se è tale, sa generare i propri anticorpi anche a quegli effetti negativi provocati dalle produzioni, che pur attenuati, non scompariranno del tutto.

Qualcuno, anche nel recente passato ha puntato il dito della responsabilità dell’inquinamento anche verso l’agricoltura, soprattutto verso gli allevamenti intensivi. Ricordiamo un analogo atteggiamento dell’Onorevole Emma Bonino, che nominata Commissario Europeo (stimata e apprezzata), capì il valore delle produzioni zootecniche intensive, pur mantenendo ferma la sua vocazione verde e la necessità di governare le produzioni applicando le migliori tecniche disponibili che oggi potrebbero abbattere quel 9% di inquinamento imputabile all’agricoltura del 30 %.

Studio che motiva il progetto del CIB (Consorzio Italiano Biogas) Farming For Future, 10 azioni per coltivare il futuro, volendo dimostrare concretamente che ogni azione, ogni politica che genera sostenibilità non è mai “isolata”, circoscritta nel tempo,

Ed ancora se non si vuole fare ecologia con la sola poesia occorre riprendere il cammino per formare una rinnovata “professione ecologista”. Una professione che deve partire dall’agricoltura quale traino di tutte le politiche di sostenibilità e di transizione ecologica contenute nel PNRR.

Occorre costruire cioè la comunità ecologista, non per arretrare economicamente, ma per avanzare socialmente.

Una comunità che raccordi ricerca, sperimentazione, imprese, società e professioni intellettuali (i professionisti). Una comunità che rimuova tutte le incrostazioni della scuola tecnica agraria (più di 120 istituti secolari) e delle università (fra le più antiche del mondo) innestando processi educativi di politiche, azioni, processi sostenibili. Che formi “docenti” che recuperano il valore della missione e ella qualità educativa e lo sappiano trasferire alle giovani generazioni.

Le comunità, anche nelle loro componenti di lobby economiche, sono quel risultato della cooperazione che rimette in discussione anche il principio evolutivo, non per contrastarlo ma per invertirne la rotta. Il richiamo di Papa Francesco con la sua Enciclica Laudato Sii, forse ne è un illuminante tracciato.

Il Presidente del Consiglio Nazionale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati, Braga, partecipando alla sessione sull’Agricoltura di Precisione e acquacoltura: “ecco come si stocca la CO2”, ha ribadito che agli Ordini e a Collegi, i professionisti dell’area tecnico scientifica. in questo tempo di transizione ecologica, compete il compito oneroso e impegnativo, irrinunciabile, di mettere in circolazione un esercito di professionisti tecnici agrari e ambientali che portano in sé la responsabilità di uno stoccaggio di competenze inseminatrici di sostenibilità, alimentante il futuro.”

 

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