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ALTA FORMAZIONE, ITS - NUOVE PROFESSIONALITA’ ARRICCHISCONO I NUOVI PERITI AGRARI

Dopo aver incontrato il Dirigente della FEM il Prof. Dal Rì, dialogare e confrontarsi con lui significa incontrare una delle punte più avanzate di un esempio di modello scolastico professionalizzante, con il Presidente del Collegio di Trento, Mario Tonidandel ci siamo fermati a dialogare per alcuni minuti con l’insegnante e gli allievi del corso di Alta Formazione Professionale Tecnico Superiore del Verde.

Appesi e ancorati con corde, discensori e ascensori, imbragati e muniti di casco i giovani nuovi professionisti del verde risalivano e discendevano nel bel mezzo della chioma degli alberi.

Qui si studiano materie e si apprendono e conseguono abilità che partendo dalla valutazione dei parchi giardini e del paesaggio, sostenuti da un approfondimento di materia quali ecologia applicata e analisi dell’ambiente, agronomia e tecnica di coltivazione delle piante; meccanizzazione (materia purtroppo indebolita o rimossa dai programmi degli ITA); difesa delle piante, botanica , alberi e alberate, verde pensile… Cartografia , contrattualistica, progettazione aree verdi, il tutto, come spesso mi sollecita il Dott. Commercialista Servadei rafforzato con approfondimenti degli aspetti economici della produzione in quanto tutto è bello ciò che è economicamente sostenibile, rendono quell’esercitarsi sugli alberi ancor più importante.

Quante inutili polemiche su competenze che si consumano in aule di tribunali per affermare competenze a questa o a quella categoria, spesso lontane dai titoli di studi, dai percorsi professionalizzanti che li generano. Districarsi per 3000 ore fra materie e esercitazioni pratiche e professionalizzanti aiuta questi ragazzi ad acquisire “competenze” solide e riconoscibili.

Questi giovani rappresentano nuove e qualificate figure professionali che si affacciano al mondo del lavoro, dell’impresa e delle professioni portando con sé un bagaglio di conoscenze e abilità che permeano la società e l’arricchiscono, aprendo nuove prospettive di sviluppo e crescita.

L’Alta Formazione Trentina, equiparata ai corsi degli Istituti Tecnici Superiori, nel quadro delle riforme del modello scolastico, formativo, universitario si pone al centro di un disegno che al di la delle Raccomandazioni dell’Unione Europea, sprone a superare cristallizzazioni e difficoltà della scuola e dell’università anche italiane, delinea un “Sistema” rinnovato di professionalizzazione. E nella Istruzione Tecnica Agraria ritrova nella storia secolare le sue migliori esperienze di moderna prospettiva. Lo studio agrario, agroalimentare e ambientale ancorato alla “prova” di laboratorio e aziendale, alla sperimentazione in campo, in cantina, nel frantoio, in stalla e/o nell’impresa degli alimenti, con i quattro o sei semestri post diploma si propone come ciclo di completamento degli studi dell’istruzione tecnica secondaria superiore.

Un salto in avanti di qualità che richiede però una maggior attenzione da parte del Ministrero alle specificità e particolarità educative dell’agraria, che non può e non deve essere confusa con l’Istruzione Professionale/Formazione Professionale e nemmeno con l’università (percorsi accademici). Una scuola che deve essere gestita in autonomia in uno stretto coinvolgimento con le realtà delle imprese e della professione intellettuale (il Collegio dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati). È proprio guardando a questi giovani appesi alle funi che s’intravede un domani dell’Istruzione Tecnica Agraria che può e deve salire in alto per offrire alla locomotiva economico produttiva del Paese nuove e moderne professionalità. Questi sono i Periti Agrari di un presente non privo di speranza e futuro. Ai ragazzi del Corso  di Alta Formazione Professionale Tecnico Superiore del Verde solo un grande augurio che la società e le istituzioni pubbliche italiane abbiano occhi e intelligenza per riconoscere le vostre straordinarie competenze.

 

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