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L’AGEA A PERDERE NON CI STA GOVERNO E PARLAMENTO BATTANO UN COLPO

Tutti lo sanno le sconfitte bruciano. Bruciano ancor di più quando intaccano scelte che emanano sapori di strumentalità.

È stato ed è così per L’AGEA (l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) che dopo il fallito golpe di burocratizzazione discutibilmente professionale, ha cercato di giustificarlo con l’efficientamento e la modernizzazione dell’organizzazione del servizio, al fine di diminuire il numero di accessi al sistema delle erogazione di “risorse europee”.

Ma al direttore d AGEA Papa Pagliardini, tra l’altro personalmente interessato da attenzioni su comportamenti non proprio “nobili”, non interessa nulla aver perso tutte i ricorsi dei CAA, di cui tre di questi: CAA Liberi Professionisti, CAA Servizi Agricoli Europei e UNICAA con l’intervento ad adiuvandum della Rete delle Professioni Tecniche e del Collegio Nazionale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati (azione concordata con il CONAF). Come un soldato giapponese, anche dopo la sconfitta su tutto il fronte e su tutti i fronti, continua a vagare per quella foresta dei servizi agricoli nella quale si è bene accasato con qualche suo interlocutore privilegiato.

I Periti Agrari e PAL continuano a ritenere, come Collodi, che le bugie abbiano il naso lungo, e per far emergere un minimo di verità basterebbe “visitare” il contesto nazionale delle Agenzie Regionali e … appunto, l’AGEA e fare una piccola comparazione.

Ricordiamo, nostro malgrado, che AGEA purtroppo opera quasi esclusivamente nelle aree del Sud Italia.

Dovremmo chiederci, allora, se il problema efficientamento è così vero a Roma, perché nessuna Agenzia Regionale ha ritenuto di modificare le convenzioni, ritenendo, probabilmente, che l’apporto di professionalità riconosciute ed … anche … con l’apporto delle consolidate organizzazioni professionali il modello si arricchisca della indispensabile sussidiarietà e non indebolisca il sistema erogativo “europeo”. Cioè produca un effettivo miglioramento del modello gestionale della PAC (che non sono solo fascicoli aziendali). Forse dovremmo chiedere alla Commissione Europea che venga a farci una gradita visita, accompagnati da tutti i soggetti che quotidianamente svolgono questa attività.

Dicevamo, il Direttore di AGEA Papa Pagliardini non ci sta e ricorre al Consiglio di Stato, e sin qui nulla da eccepire. Chi perde per KO ha il diritto di riprovarci. Lo hanno fatto in molti con Tyson, con Primo Carnera, con Mohammad Ali nato Cassius Clay, ma alcuni, lo ricordiamo, ne hanno portato le conseguenze per tutta la vita, ma ciò che lascia perplessi non è la stoica resistenza alla poltrona del “consulente” Papa Pagliardini, ma il silenzio del Governo e della politica. Di norma, in altri Paesi (li citiamo in punta di piedi) dopo le sconfitte i “signori” ringraziano e vanno a fare altro, ma le indennità rendono tutti più ricchi e meno signori?

Dopo le numerose audizioni delle COMAGRI della Camera e del Senato del 2020, ormai emerso chiaramente l’obiettivo del direttore di AGEA, è calato sulla vicenda un assordante silenzio. Un silenzio che la nostra categoria ritiene particolarmente grave non tanto e non già per i contenuti e i risultati dei ricorsi in sè stessi, ma per quella inerzia ad affrontare la riforma di AGEA. Riforma indispensabile per favorire il miglior utilizzo delle risorse del PNRR. Primo Levi impiegò due anni per rientrare dal campo di concentramento. Oggi il corridoio V° dell’alta velocità dovrebbe portarci in poco ore in quei luoghi di tragica memoria. La politica parla ad alta velocità e sembra operare come le tradotte sospinte da locomotive a vapore.

Noi siamo convinti che la “politica” non può abdicare al suo ruolo, ne può delegarlo a soggetti che di agricoltura capiscono i sapori della tavola (ed è già un buon risultato).

Il Governo non può far finta di niente e affidarsi alla giustizia per trovare soluzioni, scaricando le inadeguatezze del sistema sui CAA a cui, caso mai, imputare responsabilità di inefficienza. Basti tornare sempre alle Regioni alcune delle quali, meglio del Governo, hanno saputo accompagnare gli imprenditori in un periodo grave e amaro, anche anticipando le erogazioni dei contributi con proprie risorse.

Sappiamo che gli alibi finiscono la dove l’inefficienza si cristallizza, là dove per non vedere il degrado e le difficoltà si percorre la strada voltati dall’altra parte, o peggio ancora non entrando in quei quartieri.

Non ci sarà soluzione se la questione AGEA non tornerà nelle Aule del Parlamento e nell’Ufficio (quello del Ministro Patuanelli) affinché ritornino a svolgere il proprio ruolo Istituzionale dando una risposta tempestiva al mondo agricolo che finalmente riporti l’Agenzia per Erogazioni in Agricoltura a svolgere la sua missione di acceleratore dello sviluppo e non di rallentatore.

L’attuazione del PNRR in agricoltura non può prescindere dall’efficientamento della capacità gestionale della burocrazia.

 

                                                                                   Per Agr Braga Mario

                                                                                   Presidente CNPAPAL

 

 

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