Skip to main content

Per contatti telefonici: 0648906713

AGRICOLTURA SALVA ITALIA

 

Un dirigente del MISE ha recentemente pubblicato una riflessione che nella sua estrema sintesi afferma che l’economia italiana dopo il coronavirus potrà riprendere partendo dalla valorizzazione dell’agroalimentare.

Una affermazione che certamente pone all’attenzione dei meno distratti il ruolo che l’agricoltura e l’agroalimentare hanno conquistato faticosamente, lentamente e non definitivamente in questi ultimi quattro decenni.

Ma pur non potendo essere equiparato ad altri settori che soffrono e soffriranno condizioni particolarmente gravose, quale il turismo (vedi anche agriturismo, ristoranti e pubblici esercizi), anche l’agricoltura di fronte al modificarsi dei mercati internazionali (disdette e diminuzione di ordini) e al cambio delle abitudini alimentari del mercato interno sta soffrendo per condizioni congiunturali, ma anche strutturali.

I comparti che maggiormente stanno soffrendo le polmoniti economiche provocate dal COVID-19, latte, vino, olio, carni soprattutto rosse, si trovano di fronte alle solite litanie di impegni a sostenere con finanziamenti le imprese, (reintroduciamo la cambiale agraria?), alle promesse di de-burocratizzazione (ogni giorno qualsiasi controllore può entrare in un’impresa riscontrando elementi sanzionabili), ovvero alle promesse di sostegno al mercato interno e internazionale.

Pur leggendo molti articoli scritti anche da autorevoli e qualificati operatori e osservatori del e nell’agroalimentare, si fatica ad intravvedere vie di uscita concrete e credibili.

Certo è che se ricetta esiste, questa passa da una profonda rivoluzione del modello Italia, fondato su una “burocrazia” fine a se stessa. Del resto chi non sa far rispettare le regole, continua a scriverne di nuove.

Ma ancor di più passa da un saper coniugare soggetti e processi diversi che devono essere armonizzati.

Innanzitutto va messa mano ad una profonda riforma della scuola professionale, tecnica e universitaria agraria. La professione va riportata a svolgere quella missione di educazione e formazione di operatori qualificati (manodopera) delle imprese (potatori, mungitori, trattoristi, giardinieri capaci di svolgere le loro funzioni utilizzando le migliori tecniche disponibili). Istituti Professionali che dovrebbero essere trasferiti alle Regioni per essere raccordati (essere un unico modello) con la Formazione Professionale (debolissima al Sud, inadeguata al Centro, con insufficiente al Nord). Una Istruzione professionale che dovrebbe essere gestita dalle rappresentanze agricole con la sovrintendenza delle Regioni. Una Scuola Tecnica, integrata con una Istruzione Tecnica Superiore che ne completi il percorso svolta in quei luoghi che hanno coniugato aula, laboratori e azienda agraria e alla quale venga restituito il ruolo di luogo della formazione di professionisti e tecnici che accompagnano direttamente e come consulenza le imprese nei loro processi di innovazione e sviluppo. Una Scuola Tecnica Agraria che dovrebbe essere gestita dal Ministero dell’Agricoltura. Cercare mediazioni fra “Gentile” e i riformisti del nuovo millennio è uno sforzo inutile, guardando ad una nuova e moderna pedagogia professionalizzante, che forse la politica potrebbe affrontare con qualche determinazione (tra poco celebriamo il centenario dell’approvazione della riforma Gentile). Le Università devono, devono, devono tornare ad essere laboratorio d’èlite e non il parcheggio di giovani che in larga parte si perdono nei primi due anni. Quanto costa alle famiglie italiane e al Paese il drop out della scuola e dell’Università. Quanto costa alle famiglie, alla società e allo Stato la distanza fra scuola e realtà, fra scuola e territorio.

Partire dalla scuola per riformare le professioni intellettuali, i professionisti che siano riconosciuti quali soggetti di ricerca, di assistenza tecnica e consulenza del modello agro-alimentare.

E… non possiamo non pensare ad un cambiamento dei sistemi rappresentativi delle imprese agricole. Un processo certamente non facile in quanto cristallizzato in condizioni strutturali storiche autoreferenziali.

Da questi processi di cambiamento delle rappresentanze dell’agricoltura si possono ritrovare gli interlocutori del decisore pubblico che anziché vivere di scelte congiunturali, vincolate dai fenomeni esterni, potrebbero generare processi di sviluppo compartecipato.

Il COVID-19 passerà, ma non passerà quello strascico di cambiamento del nostro modello produttivo, economico, sociale e culturale.

Si può ripartire dall’agroalimentare per riavviare il Paese? Certamente sì, liberandoci delle strumentalità che ancora, anche in questi giorni, ripresentano troppi soggetti nell’arena della competizione e dei conflitti.

Forse è proprio questo il tempo di pensare ad una Conferenza Nazionale che generi un nuovo modello agroalimentare italiano.

I Periti Agrari e Periti Agrari Laureati, in queste “aule” riformiste, non faranno mancare il loro positivo contributo di proposte, sollecitazioni portando con se il loro patrimonio umano, culturale e professionale.

Informativa su documento Sicurezza RPT

La RPT su questo tema ha inviato una nota alla Ministra Catalfo affinchè chiarisca le responsabilità civili e penali degli RSPP

{phocadownload view=file|id=466|text=Leggi qui la comunicazione UFFICIALE|target=s}

RPT: BENE IL DL MAGGIO SU ECOBONUS E SISMABONUS, MA SERVONO ANCORA PASSI IN AVANTI

 

Il prossimo DL Maggio che il Governo si appresta ad emanare, stando alle conferme arrivate direttamente dal Ministro del Mise Stefano Patuanelli, conterrà un significativo rafforzamento delle agevolazioni ecobonus e sismabonus, in particolare la maxi detrazione del 110% e la possibilità di usufruire immediatamente dello sconto in fattura.

 

A questo proposito, la Rete Professioni Tecniche esprime soddisfazione per il fatto che, a quanto pubblicato sulla stampa, siano state accolte alcune delle richieste che, su questo tema, l’organismo che rappresenta i professionisti tecnici italiani aveva avuto modo di avanzare nel corso di numerosi interventi pubblici e confronti istituzionali, tra cui quelli che hanno preceduto l’emanazione del cosiddetto Decreto Milleproroghe dello scorso anno, ed anche in occasione dell’iter di  conversione in legge del recente DL Liquidità.

 

Detto questo, la Rete sottolinea come ci siano ulteriori passaggi ancora da realizzare, inserendo nel DL Maggio altre proposte della Rete, che consentirebbero un più semplice e rapido accesso ai contributi, alcune delle quali sono in attesa da molto tempo.

Ad esempio, prevedere la frazionabilità della cessione del credito d’imposta a più fornitori, che consentirebbe ai professionisti di rilevare il credito d’imposta corrispondente alla propria prestazione senza dover acquistare l’intero credito generato anche dai lavori; includere, tra gli interventi di adozione di misure antisismiche, anche la classificazione e verifica sismica degli edifici, consentendo, così, di accedere al sismabonus immediatamente, senza attendere l’esecuzione dei lavori; consentire che l’opzione per lo sconto in fattura, nel caso di condomìni, sia deliberato dall’assemblea e non dai singoli condòmini, semplificando ed accelerando le procedure; infine, ampliare la possibilità di aderire al sismabonus anche per  interventi eseguiti su procedure edilizie iniziate prima dell’entrata in vigore delle norme.

 

I provvedimenti attuali e quelli ancora da perfezionare vanno poi inquadrati in un piano generale di prevenzione del rischio sismico la cui richiesta, negli ultimi tempi e nelle più diverse sedi, la Rete ha più volte reiterato.

Tale piano tende ad ottimizzare  gli effetti positivi del sismabonus.

 

In questo senso, la RPT resta a disposizione per ogni interlocuzione istituzionale che possa contribuire alla soluzione delle problematiche ancora irrisolte.

CASSA E CATEGORIA UNITI PER TUTELARE E VALORIZZARE I NOSTRI ISCRITTICASSA E CATEGORIA UNITI PER TUTELARE E VALORIZZARE I NOSTRI ISCRITTI

 

CASSA E CATEGORIA UNITI PER TUTELARE E VALORIZZARE I NOSTRI ISCRITTI

 

Il Presidente Braga ha partecipato ad un incontro della Commissione della Gestione Separata Periti Agrari (la nostra cassa), su invito del Presidente della Commissione della Gestione Separata Periti Agrari.

Durante l’incontro, al quale hanno partecipato anche il responsabile dell’Ufficio Gestioni Separate di Enpaia, Antonio Borruto e il Collega Benanti si sono affrontati alcuni temi che interessano particolarmente i nostri professionisti:

  • La convenzione AGEA - CAA che espellendo i professionisti consegnerebbe i CAA ad un monopolio delle agenzie delle Organizzazioni professionali;
  • Le misure che la GSPA ha adottato e intende adottare per sostenere la grave condizione sofferta dai nostri iscritti;
  • Le misure che il Governo intende adottare per sostenere e rilanciare l’economia e le professioni intellettuali, in questa fase di emergenza coronavirus.

Sui CAA il Presidente ha rassicurato che la categoria adotterà tutte le iniziative necessarie affinché non vengano lesi i principi fondanti le libertà Costituzionali.

Sulle misure che la cassa intende adottare proseguendo sulla strada già intrapresa di sostenere le condizioni di difficoltà e criticità dei nostri professionisti, il Presidente Lattarulo, la Commissione e Antonio Borruto hanno assicurato che le proposte al vaglio (già pubblicate sul nostro sito) devono trovare attuazione in tempi brevi sollecitando i Ministeri vigilanti affinchè si esprimano in tempi certi.

Ed infine il Presidente ha relazionato sull’incontro avuto con la Ministra del Lavoro, che ha assicurato che nel decreto maggio i professionisti non saranno dimenticati.

INCONTRO CON LA MINISTRA DEL LAVORO CATALFO

INCONTRO CON LA MINISTRA DEL LAVORO CATALFO

PRESENTE ANCHE IL DIRETTORE GENERALE CONCETTA FERRARI

 

Tutte, proprio tutte, le professioni intellettuali italiane erano presenti all’incontro con la Ministra al Lavoro Catalfo. (27 ordini e collegi italiani, raggruppate nel Cup, nella RPT, nell’area giuridico amministrativa e altri).

Un incontro ovviamente centrato tutto sui provvedimenti che il Governo ha adottato e intende adottare per “tamponare” le gravi difficoltà di molti settori produttivi, dei professionisti e dei lavoratori dovuti alle misure restrittive adottate per contrastare il coronavirus.

{phocadownload view=file|id=456|text=Leggi l'articolo completo|target=s}

 

I Periti Agrari ricordano il Collega Fabio Bordoni

Il Consiglio Nazionale si stringe alla famiglia del Collega Fabio Bordoni che è mancato nei giorni scorsi.

Con affetto, stima e riconoscimento per quella eredità che ci ha lasciato come Uomo, Professionista e apprezzato rappresentante anche a livello Nazionale della nostra Categoria.

Sentite Condoglianze.