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145° Anniversario Edmund Mach

Le parole del sacerdote sono essenziali. Sa che nel sacrificio della S. Messa, che viene celebrata alle otto del mattino in apertura della due giorni di iniziative del 145° della Edmund Mach, affondano le radici umanamente ispirate di una scuola che è stato ed è ponte professionalizzante delle agricolture europee e internazionali.

La bella chiesa di San Michele all’Adige, del seicento, è un tutt’uno con il convento, sede storica della Scuola Agraria. Qui tutti sanno che più di mille anni di presenza monastica degli Agostiniani, ha permeato la terra alpina, del Trentino Alto Adige e non solo, di un intimo legame fra fede, uomo e il suo territorio.

Nel celebrare il 145° della fondazione della scuola agraria, che porta il nome del suo ispiratore e fondatore, Edmund Mach, il Presidente della fondazione, il prof. Segrè, ha voluto fissare l’anniversario in una scultura di una botte. Una scultura che traccia il legame fra scuola, ricerca, sperimentazione e territorio. Una scultura che riassume l’essenza del “Campus” di San Michele. Una scultura, realizzata dallo scultore trentino Egidio Petri, che affiancando le 16 botti presenti nella cantina storica è testimone di un tempo che vive e vivrà il tempo di molti giovani. Di generazioni che nel principio della sostenibilità sapranno vivere il presente con uno sguardo di lunga prospettiva.

Lo scultore, tra l’altro in una sua splendida scultura, aveva, a modo suo, interpretato l’Uomo Vitruviano di Leonardo inserendolo in fasce di botti superate solo da una mano che sorregge un bicchiere di vino. Quel vino che nelle religioni monoteiste assume un significato religioso.

Ma ciò che ha particolarmente qualificato la celebrazione del 145° è stata la presentazione del testo integrale “Visione 2019-2028”, che ha prodotto 109 soluzioni per un futuro più sostenibile. Una riflessione che è stata frutto del pieno coinvolgimento di tutti i ricercatori docenti dell’Edmund Mach.

Come dire: “ricordiamo il passato, leggiamo il presente, pensando al domani”.

Ma, vi è sempre un altro ma nei luoghi della qualità professionalizzante… Ma uno degli aspetti che maggiormente qualifica il Centro, fulcro di tutto il processo di studi e innovazione agroalimentare e ambientale della Provincia di Trento, è che, nella condizione di autonomia gestionale, l’Assessore competente non è quello dell’istruzione, comunque coinvolto, ma quello dell’Agricoltura, la giovane Onorevole Giulia Zanotelli. Un’Onorevole che tra Roma e Trento ha scelto Trento.

La rilevanza della qualità educativa e formativa la si è respirata ascoltando le parole del Presidente della Provincia di Trento, Fugatti, già sottosegretario al Ministero della Salute, (diplomato alla Edmund Mach, Perito Agrario con specializzazione in Enologia) e del Presidente della provincia di Bolzano, entrambi hanno delineato l’insostituibile ruolo della Edmund Mach che con la laurea magistrale oggi si presenta quale unica realtà italiana a raccordare tutto il modello formativo, scolastico, universitario, con la ricerca, la sperimentazione e, soprattutto, a stringere un intimo e permanente legame con il territorio, le professioni intellettuali, le imprese, le organizzazioni professionali, le cooperative e le istituzioni locali.

Apprezzato l’intervento del sindaco di San Michele, Clelia Sandri, nella Sua Edmund Mach non manca mai, per portare tutto l’affetto e per manifestare i profondi sentimenti di riconoscenza della sua comunità.

E sotto la brillante, professionale e simpatica conduzione della brava Maria Concetta Mattei, trentina di nascita, conduttrice del TG 2, la celebrazione si è arricchita del coinvolgente intervento del poeta Davide Rondoni (poeta, drammaturgo e scrittore), uno che nella scoperta di parole alternate a splendide poesie, ha presentato una lectio magistralis sulle metafore poetiche fondamentali per comunicare la propria esperienza senza deformare e alterare la verità. Richiami di parole, metafore della natura, che donano senso ai nostri gesti quotidiani.

La scuola agraria si arricchisce così anche di parole poetiche che aiutano la narrazione di ambienti coltivati e conservati unici.

In una così rilevante celebrazione, riconoscendo all’Edmund Mach il suo valore trainate per un modello scolastico, formativo, mai realizzato in Italia, la presenza del Presidente del Consiglio Nazionale, Braga, e del Collegio di Trento, Tonidandel, che nel Campus ha la sua sede, era obbligata, soprattutto perché i Periti Agrari e Periti Agrari Laureati sono stati, sono e saranno il frutto migliore dell’Edmund Mach.

 

Un frutto che nelle sue eccellenze professionali vive in simbiosi con il Centro sostenendone e promuovendone iniziative ed eventi, ma soprattutto permeando la scuola di professionalità consolidate. La Scuola Agraria, oggi anche l’Università, sono il primo pilastro, il punto di partenza e di approdo di un modello che perpetua la storica qualità dell’Edmund Mach, che ha riscattato tutta l’economia montana del Trentino Alto Adige… e non solo.

Auguri Edmund.

 

 

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