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  Home -> Presidente -> un colpo a sorpresa
 
  Appunti del Presidente

03/08/2006
Un colpo a sorpresa

Gli articoli 2 e 35 del d.l 223/2006, cosi detto "decreto Bersani", anche se con interventi parziali e frammentari , entrano prepotentemente nella organizzazione della vita dei professionisti, sono di sicuro il primo passo verso una più consistente attenzione che, in un futuro prossimo, anche sulla spinta di potentati che contestano i non meglio evidenti "privilegi" cui godono i professionisti, consentirà di razionalizzare il sistema ordinistico.
Prima delle elezioni governative avevo già percepito la difficoltà del momento caratterizzata da attacchi più o meno diretti nei confronti delle così dette "Corporazioni".
Ma venne la voce pacata, inconfondibile e tranquillizzante del "Professore" che disse di stare sereni perché prima di agire il Governo avrebbe, comunque, sentito i rappresentanti delle professioni (cfr. Editoriale de Il Perito Agrario n.2/2006); così non è stato.
Tempi di intervento e metodo utilizzati hanno clamorosamente smentito le rassicuranti affermazioni.
Nel merito il decreto ha lasciato che i professionisti fossero coinvolti in una serie di provvedimenti poco attenti alle loro esigenze sia per gli onorari (tariffe), pubblicità e regole per le aggregazioni, sia per l' avventuroso nuovo sistema di tenuta della contabilità (sistemi di pagamento ed incasso) degli studi professionali.
Il provvedimento, imposto all'improvviso e senza consultazioni con gli enti esponenziali di Categoria anche se, vista l'avversione verso le professioni avvertita e ricordata in tempi non sospetti, era prevedibile; mi ha ugualmente colpito e sconcertato sopratutto perché così è stata esclusa la possibilità di un confronto serio e costruttivo per una modifica condivisa al sistema-professione che necessita di una riforma organica e strutturale che possa aiutarci nella strada della competitività.
Come Categoria abbiamo comunicato al Governo la nostra posizione e, congiuntamente al CUP, proposto alcuni emendamenti al provvedimento che sono stati parzialmente accolti.
Questo non attenua il sospetto, che nasce dal mancato rispetto delle promesse elettorali, sul "cosa c'è dietro l'angolo".
Per di più, considerato che lo strumento del Decreto Legge deve essere istituzionalmente utilizzato per rispondere ad una impellente urgenza, non trovo riscontro nei fatti e dunque per favorire le liberalizzazioni di mercato, ritengo che occorresse un maggiore approfondimento e, premesso che il perito agrario non ha mai sofferto per la presenza/assenza delle tariffe minime, chiarire al consumatore-cittadino, sensibile al problema del "risparmio" che :

1) le tariffe minime, per la nostra Categoria, dopo essere state sottoposte al vaglio degli uffici del Ministero, tenuti conto ed approvati i criteri di formulazione e gli importi, sono promulgate con Decreto Ministeriale. Il cittadino doveva essere informato che le tariffe non sono selvagge applicazioni di personali interpretazioni del valore della prestazione ma equi punti di partenza a garanzia della qualità dell' opera.
2) i minimi di tariffario, quando non preceduti dagli accordi tra le parti, vengono applicati solo nei casi di gare pubbliche e di contestazione tra professionista e committente;
3) in mancanza di regolamentazione dei minimi tariffari si perde la possibilità di controllo deontologico e dunque sulla qualità della prestazione che non può essere garantita dai prezzi "stracciati"; già questo basterebbe per rendere evidente che proporne la modifica o la soppressione è azione populistica che può portare ad una caduta verticale della qualità della prestazione.

Si pensi che sulla qualità della prestazione come Categoria abbiamo investito dando vita alla formazione continua per l'eccellenza nella professione ritenendolo come primo elemento di confronto sulla competitività.
E' l'inizio dello smantellamento del sistema ordinistico.
A qualcuno potrebbe far comodo non avere più chi tutela la qualità della prestazione professionale ed allora , da Cassandra, prevedo che Ordini e Collegi saranno privati dello status di "ente ausiliario dello Stato" e la possibilità di difendere il consumatore di fronte a scadente qualità di anonime prestazioni professionali.
Andrea Bottaro
 
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