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Appunti del Presidente
30/04/2006
Richieste al nuovo Governo
Il nuovo Governo si sta insediando ed è questo il momento di rappresentare le aspettative della Categoria in merito ad argomenti quali formazione e professione che, per il bene della collettività, non sono più rinviabili.
In ordine ritengo che le riforme dei percorsi scolastici, ( con l'introduzione dei licei tecnologici), ed universitari (con la parziale modifica del dpr 328/2001) attuati nella XIV ^ legislatura abbiano ancora necessità di una rivisitazione per meglio armonizzarli con il sistema - professione.
I programmi di studio dei Licei Tecnologici che non sono ancora paragonabili a quelli che negli Istituti Tecnici per Geometri,Periti Agrari ed Industriali hanno formato gli attuali liberi professionisti.
E quindi è il caso di rimettere mano ai piani di studio sia per non snaturare le attuali professionalità sia per armonizzarli con il triennio universitario.
Il Prof. Prodi nella sua qualità di leader dell’Unione in occasione dell’incontro del 20 marzo 2006 a Bologna, nella Fabbrica del Programma, ha rassicurato sul futuro delle professioni per le quali si sarebbe rispettato il programma di Governo senza prestare orecchio a chi non lo aveva firmato.
E questo è stato molto importante perché in quei giorni un suo alleato, per fortuna non firmatario del documento richiamato dal Professore, aveva chiaramente e pubblicamente dichiarato che avrebbe sostenuto l’abolizione degli ordini professionali.
Oggi, visto che il Professore sarà il prossimo Capo del Governo, i presenti all’incontro sono rinfrancati dalle sue parole che indicano la strada della rivisitazione e non della abolizione del sistema ordinistico.
In questa ottica è opportuno rispolverare le irrisolte questioni delle riforme degli Ordini e Collegi (pubblica utilità, competenze, tariffe, tirocinio, formazione) e delle società tra professionisti. Quest’ultime devono essere normalizzate ed armonizzate ai tempi di oggi consentendo la nascita di nuove professioni rispondenti alle nuove esigenze di mercato che chiede nuove professionalità e regolamentare seriamente quelle che già sono presenti, ancora valide per le competenze, in modo da renderle omogenee con quelle europee , riconoscendo il loro ruolo centrale ed mettendo in risalto la loro natura pubblicistica.
Infatti dobbiamo anche pensare all’Europa che riconosce un titolo unico di “Ingegnere tecnico” non confondibile con altri anche a livello di competenze.
Quindi il più noto europeo Ingegnere Tecnico Agricolo non è riferibile ad un poco conosciuto Perito Agrario e questa situazione pone in imbarazzo il nostro Tecnico che va ad operare Oltralpe che deve faticare non poco per rivendicare le proprie competenze professionali.
E qui l’attesa è per il via libera alla unificazione degli Albi dei professionisti di I° livello e istituire 1'Ordine dei tecnici laureati per 1'ingegneria, nel quale confluiranno i laureati triennali nelle classi di Laurea che attualmente consentono l’accesso agli Albi professionali delle Categorie dei Geometri, Periti Agrari e Periti Industriali.
Considerato che nella passata legislatura tutto l’arco costituzionale si è posto a favore di tale progetto e che in molte pubbliche conferenze i rappresentanti dei partiti di Governo e di Opposizione hanno considerato questo atto come priorità, è auspicabile che per questa iniziativa la strada si presenti in discesa in quanto risponde, relativamente al riconoscimento delle qualifiche professionali, anche al contenuto della Legge Comunitaria 2005 n. 29/2006.
Se si avverasse quanto sopra già sarebbe molto ma un volo pindarico mi porta alla agricoltura. In questo vitale comparto della economia del nostro Paese molti tecnici senza appropriate qualifiche si sentono padroni di entrare ed operare professionalmente in grazia di una conoscenza non certificata.
Ecco cosa il prossimo Governo dovrebbe fare. Certificare i tecnici che possono operare in ambito agro-industriale e territoriale cacciando i mercanti dal Tempio.
E forse sarebbe un buon passo verso la qualità delle produzioni e della vita perché credo che “gran parte del progresso nella qualità della vita è il risultato dell'opera di individui impegnati a fare ciascuno il proprio dovere con abilità e coscienza..”
Poche ma concrete richieste.
Andrea Bottaro |
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