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  Home -> Presidente -> una riforma condivisa
 
  Appunti del Presidente

12/05/2010
Una riforma condivisa

Noi con il Ministro Alfano per una Riforma condivisa. Dal 1981 sento parlare di riforma delle professioni. Prima timidamente e poi sempre con maggiore consapevolezza la politica si è interessata del mondo delle professioni.

E nel mese di aprile, intenso e ricco di appuntamenti, forse, e dico forse, una schiarita.

Una giornata storica quella di giovedì 15 quando il Ministro Angelino Alfano ha richiamato all'ordine gli Ordini Professionali per cercare, partendo dall'idea di costituire un gruppo di lavoro, finalmente di iniziare a lavorare "concretamente" su una riforma di cui si parla da anni, ma anche per tentare di mettere in un certo senso d'accordo tante voci diverse per uno statuto condiviso. A questo lungo incontro erano presenti le Categorie che la legge pone sotto il diretto controllo del Ministero della Giustizia riunitesi presso la Sala Verde, oggi intitolata alla memoria "del giudice ragazzino" Rosario Livantino.

Lo scopo del Ministro Alfano da come è stato possibile evincere dalle sue parole, è quello di riuscire a creare una riforma al centro della quale sia presente il cittadino, garantendo l'alta qualità delle professioni e stabilendo regole chiare e trasparenti, allo stesso tempo assicurando però ai professionisti la dignità e il prestigio che deriva dall'aver superato l'Esame di Stato. Parole ed intenti che ritengo fondamentali per iniziare a parlare seriamente delle problematiche in campo. Una Riforma che mette quindi in primo piano gli interessi dell'utente, ma lo fa in maniera differente da come è sempre stato fatto, ossia puntando a garantire con più rigidità alla qualità del prodotto professionale e creando un punto di unione e di equilibrio tra la tutela del cliente, la tutela della dignità delle professioni, la garanzia di un futuro migliore ai giovani meritevoli e il rispetto, degli impegni comunitari.

La più grande sfida a questo punto è forse quella rappresentata dal garantire ai giovani in un certo senso la possibilità di esercitare la Professione, non facile in una platea che vede oltre 2 milioni i professionisti aderenti agli Ordini, il 3,3% della popolazione e producono il 12,5% del Pil (prodotto interno lordo). Quindi una forza attiva e pulsante in un contesto produttivo e sociale che li vede protagonisti. Ma, a volte scarsamente considerati.

Ho rilevato qualche titubanza e diffidenza da parte degli esponenti delle Categorie. Come dar torto a quanti da anni, testardamente, hanno cercato una soluzione comune alla riforma delle professioni. Il Ministro Alfano ci ha tranquillizzato affermando che questa volta sarà quella decisiva e sarà portata a termine, anche perché, di fatto, rappresenta un incentivo per la ripresa economica del paese e il 2013 rappresenterà la data di approdo finale della Riforma delle Professioni. In apertura del tavolo di lavoro il Ministro ha illustrato il cammino che intende mettere in pratica per arrivare prima alla legge quadro per tutte le professioni liberali e poi alla normativa di comparto da approvare entro la legislatura con gli interventi di adeguamento delle regole delle singole professioni.

Vi garantisco che è apparso sincero e determinato anche quanto ha toccato tutti i temi più caldi tra cui anche il riconoscimento della specificità degli Ordini rispetto alle Associazioni Professionali. Anche quando ha parlato dell'importanza di un sano gioco di squadra all'interno del quale entrano come attori attivi anche il PAT ( Professionisti dell'Area Tecnica) ed il CUP (Comitato Unitario delle Professioni) dove sarà necessaria una regolamentazione omogenea valida per tutti in materia di formazione obbligatoria e procedure disciplinari, che restituisca credibilità agli occhi del cittadino, e sempre nell'ottica della credibilità agli occhi degli utenti, entreranno delle norme per il riconoscimento delle responsabilità dei professionisti verso i terzi, quelle sulle tariffe minime e la comunicazione pubblicitaria che dovrà essere basata su criteri di veridicità e trasparenza dei contenuti e rispettosa nei confronti della dignità dei professionisti.

Il Ministro ha chiesto proposte concrete senza voli pindarici. La parola ai rappresentanti delle Categorie che hanno chiamato in causa le: Tariffe, Accesso, Formazione e Società/Deontologia. La necessità di ristabilire le tariffe nasce dall'esigenza di stabilire il valore minimo per ogni prestazione in modo trasparente chiaro e facilmente comprensibile agli utenti in modo da fermare in un certo senso la corsa al prezzo più basso mettendone al rischio il più delle volte la qualità. È noto, infatti, che i professionisti dispongono, come è normale che sia, di competenze tecniche che i committenti non necessariamente possiedono, è qui che nasce la difficoltà di valutare da parte dell'utente la qualità del servizio a loro fornito.

E' necessaria una trasparenza nel rapporto tra il professionista e il cliente e questo sarà possibile anche grazie appunto ad una semplificazione della disciplina delle tariffe professionali, semplice e comprensibile anche per i cittadini.

Dopo il periodo post Bersani, a tutela della qualità del lavoro professionale, è necessario reintrodurre le tariffe minime per contrastare per l'appunto gli attuali eccessivi ribassi che entrano in conflitto con scarsi controlli e scarsa qualità.

Ma, ritengo, che le tariffe debbano essere di importo uguale per natura della prestazione. Nel vecchio sistema si trovavano per una stessa prestazione tariffe diverse a seconda della professione.

Questo è inaccettabile perché non c'è pregio nel titolo ma nella qualità della prestazione.

E questo ho evidenziato. Il secondo punto, tra i tanti, è stato quello dell'accesso dove per accesso si intende il prestigio di aver superato l'esame di stato che permette l'esercizio della libera professione e dunque sono necessarie delle regole stringenti, un esame di abilitazione più selettivo preceduto da un periodo di praticantato o di formazione sul campo che per molti diventerà obbligatorio e che si possa svolgere anche durante il percorso di studi.

A seguire la Formazione, ossia un aggiornamento professionale continuo, assolutamente necessario per mantenere alti gli standard qualitativi e per stare al passo con tutte le innovazioni in continua evoluzione. Una Formazione continua per tutti i professionisti in attività e sarà compito degli ordini vigilare sull'effettivo adempimento da parte degli stessi.

A conclusione va studiata l'idea di un nuovo tipo di "Società" che dovrebbe nascere per consentire l'esercizio di professioni in forma associata e multidisciplinare che regoli i rapporti che, ritengo, devono partire dal concetto che non può esserci il controllo del capitale sull'attività professionale. Come dire, i professionisti non possono divenire dipendenti del socio di maggioranza.

Questo principio ritengo sia indispensabile e fondamentale per l'autonomia del professionista.

Per quanto riguarda la Deontologia i Presidenti degli Ordini Professionali si sono impegnati a introdurre maggiori garanzie di trasparenza ed efficienza della giustizia disciplinare.

Dopo il concreto apporto dei Presidenti ho chiesto, tra le altre cose, al Ministro che tutti coloro che esercitano la professione, intesa come attività intellettuale, devono essere iscritti all'Albo e questo riguarda anche coloro che lavorano per la Pubblica Amministrazione.

Il Ministro Alfano ci ha ascoltato con attenzione e ci ha rilanciato la palla invitandoci a far pervenire un documento unitario che indichi i principi da seguire per la predisposizione del documento di riforma sul quale discutere. Dopo questo esaltante momento adesso ci incontreremo tra noi con il compito di riuscire ad accettare l'uno le idee dell'altro.

A questo punto le idee sono davvero molte e, se non è cambiato qualcosa, tutto sommato sono anche idee condivise. Come è stato quando abbiamo precedentemente prodotto un documento unitario CUP. Spero che la volontà sia ancora la stessa. Non è difficile ricordare che abbiamo già espresso la volontà di puntare sulla formazione e sull'aggiornamento permanenti, di stabilire con chiarezza i compiti dei vari Ordini e far si che questi diventino certificatori della qualità della attività professionale. Occorre anche tenere conto delle esigenze di tirocinio di tutti coloro che vogliono entrare nel mondo della professione, aggiornare gli esami di stato, garantire preparazioni adeguate, riconoscere agli Ordini la specificità escludendo qualsiasi equiparazione con le associazioni, reintrodurre le tariffe minime per consentire standard elevati a tutela della collettività e molte altre necessità professionali in cui ancora punto e credo.

Come ad esempio, è irrinunciabile, il riconoscimento del dualismo professionale : laureato magistrale / tutti gli altri (laureati B + Diplomati). Ci siamo trovati, composti, ad esprimere tante idee che hanno suscitato perplessità e preoccupazioni da più fronti, credo che si debba muovere qualcosa e non la filosofia gattopardesca del "cambiare tutto per non cambiare nulla".

Mi domando se questa potrà essere la volta buona e sento una vocina che mi ripete che occorre vedere i primi approcci tra le professioni che, se sapranno dialogare, potranno essere capaci di esprimere un progetto di riforma unitario ma se, invece, cominceranno ad impuntarsi su alcuni punti, tipo la negazione del progetto di unione di professioni affini, allora andremo in ordine sparso e credo che la riforma si allontanerà sempre più.

di Andrea Bottaro

 
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