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Appunti del Presidente
09/01/2007
La riforma delle professioni ? Ci si aspettava di meglio!
L'anno che va chiudendosi ha visto l'avvio e la realizzazione di molte delle iniziative che sono state programmate e, tra queste, il XIV Congresso Nazionale celebrato a Reggio Calabria, le nuove convenzioni con l'Università Telematica «Guglielmo Marconi» per la classe di laurea in Scienze e tecnologie agrarie (classe 20) – per la quale sono state inizialmente riconosciuti ai Periti Agrari ben 112 Crediti Formativi Universitari.
Un numero importante perché rappresenta il vero riconoscimento accademico alla nostra professionalità e competenza.
Per la classe di laurea in Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace (classe 35) sono stati riconosciuti 60 Crediti.
Anche questi molti in un argomento professionale, oggetto di trattazione al Congresso Nazionale, così impegnativo e presente nella attività di molti dei Nostri Colleghi.
Anche la Convenzione per l'accesso degli iscritti a Banche Dati è stato un momento significativo legato al percorso di ammodernamento dei sistemi di collegamento realizzato con il nuovo sito della Categoria.
E l'anno stato chiuso con la delibera di costituzione della "Fondazione Periti Agrari" quale strumento determinante per le attività che il CNPA metterà in campo nel prossimo futuro.
Sarei tentato di dilungarmi ma l'attività istituzionale e l'esercizio delle funzioni di rappresentanza, cui tutto il CNPA ha atteso con continuità e spirito di appartenenza, è stata influenzata dalle attività che il Governo ha messo in atto dal mese di luglio ad oggi.
Come Ente pubblico non economico, e dunque istituzione, abbiamo sempre rispettato la maggioranza che governa il Paese e continueremo a farlo. Però, con fare propositivo, devo evidenziare un comportamento anomalo iniziato con il D.L. 223/2006, cui ho dedicato l'editoriale del n. 4/2006 di questa rivista , proseguito poi con il Disegno di Legge Mastella sulle professioni.
mancanza di concertazione e l'ignorare le indicazioni dei rappresentanti delle professioni hanno caratterizzato anche questa proposta che è stata approvata dal Consiglio dei Ministri il giorno 1 dicembre 2006.
Ogni volta che si discute su di un documento politico, utilizzando il metodo dei piccoli passi, si è sulla strada buona per arrivare ad una mediazione.
Questa volta l'articolato presentato dal CUP è stato disatteso e così è stato dato il via ad un disegno di legge i cui punti salienti metteranno in discussione l'esistenza di alcune professioni in quanto la delega data, che ritengo eccessiva, consentirà al Governo di razionalizzare gli Ordini e Collegi esistenti accorpandoli o abolendoli se la professione che rappresentano non sarà considerata costituzionalmente rilevante.
Dopo il 12 ottobre 2006 con la marcia di proposta dei 40.000 professionisti venuti a Roma alla ricerca di un dialogo con il Governo, ormai da tempo interrotto, ci aspettavamo un cambiamento di atteggiamento rispetto alla tanto richiesta concertazione.
L'alterigia del Governo, sordo alle richieste dei professionisti, ha raggiunto la massima intensità con il disegno di legge delega per la riforma delle professioni che, presentataci il 20 novembre 2006 con contenuti parzialmente accettabili, è stata licenziata dal Consiglio dei Ministri dieci giorni dopo nel testo modificata in peggio.
E così, giustificato da falsi problemi, si perpetua l'attacco alle professioni ed ai loro organismi di rappresentanza.
Ed allora, come CUP, realizzeremo un progetto che vedrà la riforma delle professioni presentata alle Camere come nostra proposta di legge di iniziativa popolare.
E' l'unico strumento che oggi resta per tutelare le libere professioni ed il loro esercizio.
Dovremmo raccogliere le firme necessarie e sono certo che i Periti Agrari anche questa volta risponderanno con l'entusiasmo di sempre.
Andrea BottaroPer effetto del D.L. 223/2006 è abrogato il punto 1 dell'art.26 ( afferente l'applicazione del tariffario della Categoria) del Codice Deontologico dei Periti Agrari. |
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