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L’ASINO

L’ASINO

Novella naturalmente ispirata a tutti coloro che salvano i nostri “asini” gridando nelle piazze

 

In un giorno d’estate, il sole era alto e l’afa si faceva sentire. Santo guardava il suo asino ansimare e decise di portarlo al pozzo per rinfrescarlo e abbeverarlo.

D’improvviso giunto sul ciglio, mentre si apprestava a prendere la secchia per pescare l’acqua, vide l’asino franare nel pozzo.

Come un forsennato chiamava “Giulio”, il suo asino, per sentire un suo raglio e quello arrivò. Il pozzo non era profondissimo e l’acqua attutì la caduta permettendo all’asino di rimanere col muso fuori.

Santo valutò tutte le soluzioni per legarlo e tiralo fuori, ma guardando la carrucola cigolante e la corda si convinse che non avrebbe sopportato il peso del suo Giulio.

Corse allora dal capovillaggio e ansimando gli disse: “mi aiuti. Il mio Giulio, il mio asino, è caduto nel pozzo”. Abbassando la testa supplicò: “mi aiuti!!!”

Il capovillaggio con una faccia rattristata (l’asino era tutto per i pastori del suo villaggio) si alzò e disse a Santo di accompagnarlo al pozzo.

Visto l’asino in fondo al pozzo si rese conto che occorreva una carrucola più grande, sostenuta da pali e una corda più resistente. Li fece procurare.

Nel frattempo passò di lì uno che chiamavano Tino, uno di quelli che non sanno mai dove mettere il naso. Sporgendosi un poco sul pozzo vide l’asino e corso al villaggio incominciò a gridare: “C’è un asino nel pozzo… c’è un asino nel pozzo, correte, correte”.

Con stupore vide che nessuno gli dava ascolto.

Scosse le spalle e disse: “se non interessa a nessuno…”, ma nel frattempo scorgendo il capo villaggio accompagnato da Gianni e da uno che chiamavano Volo (lui sì che se ne intendeva di carrucole e corde), suoi collaboratori, che stavano dirigendosi al pozzo, li seguì a distanza. Poté così vedere che incrociati tre pali, venne issata una grande carrucola. Venne fatta passare una lunga corda (sembrava nuova) e il capovillaggio si voltò verso Santo e gli disse: “adesso tocca a te scendere nel pozzo e legare bene l’asino, poi tutti insieme lo tireremo fuori”. Così fecero.

Quando l’asino fu tirato fuori Santo lo abbracciò e sorridente e commosso, come se si fosse sposata la primogenita, ringraziò tutti con un abbraccio invitandoli ad una festa con la sua famiglia.

Tino vedendo la scena corse al villaggio e cominciò a gridare a squarciagola: “hanno tirato su l’asino… Hanno tirato fuori l’asino dal pozzo… Sono stato io… Gliel’ho detto io cosa dovevano fare… Per fortuna ero lì e il capovillaggio ha fatto quello che gli ho detto… Se non c’ero io!! …Sono stato ioooo”

Ma ancora una volta nessuno gli diede retta, lo conoscevano bene e del resto si sa gli asini si salvano da soli o con l’occhio vigile del suo padrone.

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