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LA PRESIDE, PROF.SSA OLIVELLA BERTONCELLO, UNA MADRE DELLA NOSTRA SCUOLA AGRARIA

Chi la conosce porta con se  la memoria di una instancabile dedizione. Quando dialoghi con Lei comprendi quanto la Scuola Agraria sia parte integrante della Sua vita.

Quando l’ascolti avverti la severità e la serenità dell’educatore che sa gioire di fronte a ragazzi che edificano in questi luoghi la loro pedagogia professionalizzante. Spesso siamo distratti di fronte all’impegno svolto dai Dirigenti (Presidi piace di più), spesso li si identifica come coloro che sovrintendono meramente alla corretta applicazione delle regole della scuola. In pochi affondano e affrontano una profonda riflessione sul loro ruolo da “Ufficiali” di un esercito di uomini e professionisti solidi nei principi morali ed etici, fermi nella difesa dei valori civili, appassionati nell’accompagnare le giovani generazioni ad affrontare un presente ed un futuro che in agricoltura mai si inaridisce.

La Prof.ssa Bertoncello è tutto questo e di più. Il suo sguardo non si ferma ai primi, a coloro che frequentano la scuola con profitto e convinzione, ma va oltre verso quegli ultimi che quando li incontri ti fanno riscoprire la grandezza dei primi. L’educazione di giovani che vivono il disagio sociale, il recupero delle pene, l’handicap fisico e mentale non appartiene a scuole di livello inferiore. Anzi lo innalzano a dignità di scuola che nella terra e in uomini della terra trovano lo strumento che riconcilia e recupera ritardi, devianze, difficoltà, marginalizzazioni. E’ di fronte a questi nostri figli che si misura la qualità e la grandezza dell’educare.  Non serve scomodare Don Luigi Ciotti per leggere quanto sia alto il valore pedagogico della scuola agraria per gli ultimi. Ne abbiamo qualche volta parlato anche con direttori e dirigenti del MIUR. Abbiamo incontrato belle e positive esperienze da Trento a Roma. Ritrovare nella profondità del sorriso della Preside l’attenzione a questi stati e strati sociali, è un ritorno al futuro con il grande patrimonio veneto e italiano che da fine ottocento agli inizi del novecento hanno caratterizzato la nostra società e la nostra economia.

E poi la qualità dei Periti Agrari, al Duca degli Abruzzi la respiri visitando la cantina, il caseificio, i laboratori e le stalle. La vivi nei sorrisi dei bambini delle elementari che in questa giornata vivono, forse, il loro primo incontro con la natura e, forse, davanti a loro appare quel futuro professionale che ancora lascia aperte le porte al lavoro più bello del mondo.

E tutto questo è possibile grazie non solo alla professionalità della Preside e degli insegnanti, ma alla loro passione.

San Martino al Duca degli Abruzzi, una bella giornata.

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